La Torre di Chia in cima a un promontorio coperto di macchia mediterranea, sopra una piccola baia turchese con spiaggia di sabbia
La Torre di Chia in cima a un promontorio coperto di macchia mediterranea, sopra una piccola baia turchese con spiaggia di sabbia. Foto: Olaf Tausch · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons

C'è un'immagine che riassume Chia meglio di qualsiasi descrizione: una torre di pietra chiara in cima a un promontorio verde, con la baia turchese ai suoi piedi. È la Torre di Chia, sentinella del mare da secoli. Ma quella collina custodisce una storia molto più antica: sotto i suoi sentieri e sull'isolotto di fronte riposano i resti di Bithia, città fenicia, punica e romana che per secoli fu uno scalo lungo le rotte del Mediterraneo.

Bithia, la città sul promontorio

Molto prima della torre, su questo tratto di costa esisteva una città. Probabilmente già frequentata in età nuragica, Bithia divenne un insediamento fenicio a partire dall'VIII secolo a.C., poi punico e infine romano. Si sviluppava sul promontorio dove oggi sorge la torre e lungo le sue pendici, in una posizione perfetta per chi viaggiava per mare: era uno scalo intermedio lungo la rotta che, circumnavigando la Sardegna meridionale, collegava Karalis e Nora a Sulki.

La città visse a lungo, ma come gli altri centri costieri del sud dell'isola conobbe un lento declino dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente. Fu abbandonata agli inizi del VII secolo d.C., quando gli abitanti si ritirarono verso l'interno per sfuggire alle incursioni dal mare.

La riscoperta

Per secoli Bithia rimase nascosta sotto la sabbia e la macchia. Fu il mare stesso a restituirla: nel 1926 violente mareggiate portarono alla luce numerose sepolture nell'area dell'attuale spiaggia di Sa Colonia. Dagli anni Trenta il soprintendente Antonio Taramelli avviò i primi scavi, nella necropoli, sul lato settentrionale del promontorio e sulle sue pendici nord-occidentali.

Proprio qui venne individuato un edificio sacro identificato come tempio di Bes, una divinità protettrice di origine egizia, grazie a una grande statua in arenaria del dio oggi conservata al Museo archeologico nazionale di Cagliari. Le indagini più recenti sull'abitato continuano ad aggiungere tasselli alla conoscenza dell'impianto della città antica.

L'isolotto di Su Cardulinu

Di fronte alla costa orientale del promontorio si trova l'isolotto di Su Cardulinu, in realtà una piccola penisola unita alla terraferma da un breve istmo di sabbia e raggiungibile a piedi dalla spiaggia del Porticciolo. Qui sono visibili i resti di un sacello, di un altare e di un'edicola di tipo punico; il ritrovamento di urne cinerarie fa ipotizzare la presenza di un tophet, il santuario tipico delle città fenicie e puniche.

La Torre di Chia, sentinella spagnola

Molti secoli dopo l'abbandono di Bithia, quello stesso promontorio tornò a essere strategico. Fra Cinquecento e Seicento la Corona di Spagna costruì lungo le coste sarde una rete di torri costiere per difendersi dalle incursioni dei corsari barbareschi: torri in posizione dominante, a vista l'una dell'altra, capaci di trasmettere segnali lungo la costa molto più rapidamente di qualsiasi messaggero.

La Torre di Chia nacque in questo contesto. Le fonti non concordano sulla data, collocata fra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento, ma la sua funzione è chiara: sorvegliare la baia e difendere la foce del rio di Chia, una preziosa fonte d'acqua dolce a cui i pirati cercavano di rifornirsi. Costruita in pietra calcarea, alta circa 13 metri e con un diametro di oltre 10 metri, era armata con due cannoni. Ancora oggi è in buono stato di conservazione e domina il paesaggio da ogni punto della baia.

Visitare il promontorio

Salire alla torre è una delle passeggiate più belle di Chia. Il sentiero si arrampica fra la macchia mediterranea e, in pochi minuti, regala un panorama ampio: da una parte la baia del Porticciolo e l'isolotto di Su Cardulinu, dall'altra la lunga spiaggia di Sa Colonia con lo stagno alle spalle, dove spesso si scorgono i fenicotteri. Il momento migliore è il tardo pomeriggio, quando la luce radente scalda la pietra e il mare cambia colore.

  • Scarpe comode: il terreno è a tratti sabbioso o roccioso.
  • Acqua e cappello: d'estate l'ombra è poca.
  • Rispetto per il sito: i resti archeologici sono fragili, non si calpestano e non si porta via nulla.

Aperture, visite guidate e accesso alle aree di scavo possono cambiare nel corso dell'anno: conviene informarsi sui canali ufficiali del Comune di Domus de Maria prima di andare.

Storia a pochi minuti da casa

Il promontorio della torre è a pochi minuti da Chia Casa Iride, vicino alle spiagge di Sa Colonia e del Porticciolo: si può unire una mattinata al mare con una passeggiata fra quasi tremila anni di storia. E chi si appassiona al mondo fenicio e romano può proseguire con l'area archeologica di Nora, a circa 18 km, l'altra grande città antica di questa costa.

Chia e la sua natura dalla porta di casa

Una casa fino a 5 ospiti immersa nella natura di Chia: il mare è a circa 2 minuti di auto, le spiagge di Sa Colonia e Su Giudeu a pochi minuti.